| Regista Giulio Ciabatti | |
| SCENE DI PARTE |
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Parte de Sotto |
Parte de Sopra |
Di grande spessore drammaturgico la scelta di un tema che ha saputo intrecciare alla ricerca dell'amore quello dell'utopia, della miseria, della fame, dei vizi e del sesso con una recitazione che non ha mai perso il contatto con una fisicitā del gesto e della voce. Pur mancando di una collocazione dello spettatore non convenzionalmente prospettica sia i personaggi principali che quelli secondari, alcuni dei quali frutto di originalissima invensione, e di gustoso inserimento, sono stati resi con grande forza espressiva e capacitā attoriale, sapendo passare con facilitā dalla satira feroce alla caricatura, dal gioco istrionesco alla burla salace, dal lazzo al travestimento, elementi tipici di tutto il teatro medievale. |
Nella movimentazione discreta e accurata dei singoli gruppi e nella distribuzione delle masse , nella "presa visiva" delle scene d'insieme e nell'impronta cinematografica si sono raggiunti momenti di grande abilitā tecnica e di profondo impatto emotivo. Nella resa scenica del testo č invece mancato quel gioco di chiaro scuri, quell'alternanza di recitazione "alta" e "bassa", di teatralitā aulica e buffonesca che conferisse ritmo e tensione all'azione e ai dialoghi. Alla recitazione parlata č mancata la varietā e la forza del gesto che ne riveli la sua necessitā e veritā. |
PREFERENZA
SOTTO |
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| CORTEI |
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Parte de Sotto |
Parte de Sopra |
| Appropriata nella compenetrazione e contaminazione di elementi sacri e profani, rituali e spettacolari, realistici e fantastici, il corteo pomeridiano non sempre ha saputo sfruttare e visualizzare la tensione del tema della lotta fra inverno e primavera, tenebre e luce, mentre nel corteo della sera si č ritrovato equilibrio e misura ed č stato presentato con sobria e tenera semplicitā il tema della giovinezza e dell'intreccio gioioso fra "femminile" e il "maschile" culminato con perfetta azione coreografica. |
La capacita di saper ritmare il corteo pomeridiano in perfetto accordo con la parte musicale, di saper passare dal "climax" della concitazione a un gelido silenzio, diintrecciare i passi di danza, di scandire lo spazio scenico con il gioco dei cromatismi dei costumi, di teatralizzare le lacrime della santa o lo scorrere dell'acqua ha offerto un apparato scenico e spettacolare di precisa ed efficace sintonia, mentre il corteo serale nella sua a tratti ridondante e ripetitiva spettacolarizzazione non ha saputo trasmettere forza emotiva. |
PREFERENZA SOPRA |
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| PREFERENZA
GENERALE SOTTO |
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| Musicologo Adriano Martinolli D'Arcy | |
BRANO DI
SFIDA |
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Parte de Sotto |
Parte de Sopra |
| Intonazione buona | Intonazione Ottima |
| Fusione Poca, in particolare tra uomini e donne | Fusione Ottima |
| Interpretazione buona | Interpretazione buona e fantasiosa |
| Qualità Timbrica da migliorare | Qualità Timbrica Ottima |
| Dizione Discreta-alcune vocali troppo aperte | Dizione Ottima |
| Giudizio Mancanza di morbilitā nelle voci femminili e generale tendenza alla frammentazione di frase | Giudizio Il gruppo si presenta sicuro, dalla vocalita morbida e con piacevole fraseggio |
Madonna mia pietā - BRANO
A LIBERA SCELTA - Zoia zentil |
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Parte de Sotto |
Parte de Sopra |
| Intonazione Discreta-qualche incertezza | Intonazione Ottima |
| Fusione Poca | Fusione Ottima |
| Interpretazione Sufficente | Interpretazione Ottima |
| Qualità Timbrica Disomogenea | Qualità Timbrica Ottima |
| Dizione Il dittongo in "mia" iteratamente accentato sull'ultima vocale | Dizione Buona |
| Giudizio La disomogeneitā vocale pregiudica la riuscita elegante ed espressiva del brano | Giudizio Il brano è caratterizzato da morbidezza di suono, di dinamica e di fraseggio |
Chi la gagliarda - BRANO A
LIBERA SCELTA - Charter Je veux |
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Parte de Sotto |
Parte de Sopra |
| Intonazione Buona | Intonazione Ottima |
| Fusione Migliore, rispetto agli altri brani cantati | Fusione Ottima |
| Interpretazione Buona | Interpretazione Buona |
| Qualità Timbrica Discreta | Qualità Timbrica Ottima |
| Dizione Discreta | Dizione Ottima |
| Giudizio A fonte di idee musicali buone, sono da migliorare gli aspetti vocali, le chiuse di frase e, talora, anche l'intonazione. | Giudizio Scelta del Brano coraggiosa per le difficoltā tecniche, superate brillantemente, con eleganza e conferendo un ascolto piacevole al brano |
VALUTAZIONE
GLOBALE INSERIMENTO VOCALE E STRUMENTALE |
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Parte de Sotto |
Parte de Sopra |
| Repertorio la scelta dei brani nelle varie situazionič parsa buona e sufficientemente varia. | la scelta dei brani, molto pertinente ed aderente alle scene, ha impresso molto ritmo alle azioni drammatiche |
| Interpretazione Buona negli insiemi strumentali e vocali solistici; problemi di intonazione nei brani di gruppo in particolare nella scena della chiesa. | Molto equilibrio e compattezza nei brani vocali; le parti strumentali usate con intelligenza in supporto alle voci e autonomamente nei ritornelli. Generale coerenza stilistica. |
| Giudizio Discreta la resa degli inserimenti musicali nelle scene ma la resa migliore č durante i cortei del sabato pomeriggio e sera. | Giudizio Dato l'ampio e vario strumentario, il quartetto vocaledall'elegante colore e completo spettro sonoro, la scelta del repertorio, la presenza ricorrente di gruppi strutturali giovanissimi e numerosi, si ritiene che gli inserimenti musicali siano di particolare pregio e degni di nota. |
| PREFERENZA
SOPRA |
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| Storico Anna Laura Trombetti Budriesi | |
CORTEI |
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PARTE DE SOTTO |
PARTE DE SOPRA |
| Alla simbologia della morte e della rinascita leit motiv del Calendimaggio, si ispira il corteo del pomeriggio che con coincisa coerenza, mezzi efficaci e sobrietà di linguaggio affronta temi tipici della cultura e dell'immaginario medievale: passaggio morte-vita, inverno-primavera, carestia-abbondanza, riproponendo in felice, ma non ripetitiva continuità, il tema del teatro nel teatro. Ben ricostruito il carro degli attori con uomini e che, correttamente, agiscono in parti femminili. Apprezzabile la sobria sofferta danza della carestia e ben giocato il tema degli alberi sia quelli bruciati sia quelli retti. Apprezzabile il passaggio del testimone tra profano e sacro: la rinascita della madre terra viene annunciata dall'incedere dell'immagine della Mater Dei a cui il mese di maggio è dedicato. Sobrietà, leggibilità e pertinenza caratterizzano il corteo. Ancora i temi dell'amore e della giovinezza che sboccia guidano il corteo serale, giovane, agile, fresco senza sbavature, capace di meravigliare con delicatezza grazie all'ottimo rapporto tra attori e spazio. | La scelta del tema dell'acqua, declinato anche in chiave ecologicaè azzeccata e se stessa è all'origine del nascere di un centro classico, ne determina successivamente la crescita e la prosperità, ma, come bene rappresentato, può anche decretarne la morte se l'ambiente non viene rispettato, se l'acqua è contaminata. Di forteimpatto la rappresentazione della crescita delle attività manifatturiere, non regolate che determinanoil prosciugamento delle fonti. Il miracolo di S.Annessa conclude il corteo del pomeriggio, percorso un pò monocorde ove l'impegno scenico(ammirevole) toglie respiro alla varietà dell'invenzione. Nel corteo serale al grande sforzo scenografico teso a creare meraviglia non si è accompagnata una equivalente linearità narrativa capace di dare adeguata evidenza e leggibilità al Sogno. |
PREFERENZE
CORTEI: SOTTO |
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SCENE |
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PARTE DE SOTTO |
PARTE DE SOPRA |
| Il racconto che anima la scena condensa con forza capacità di sintesi e notevole padronanza, una serie di temi diversi, ma coerenti e funzionali a restituire molti significativi aspetti della vita di una città medievale, senza che il filo narrativo - che prende felicemente le mosse da un'azione teatrale - venga mai sacrificato. Molto pertinente anche al luogo reale in cui il racconto si ambienta, il tema della miseria (proprio anche attraverso azzeccati personaggi minori), contrastivamente messa a confronto con la ricchezza e l'avarizia di un clero corrotto (topos forte della produzione letteraria medievale). Ad esso si connette il miraggio del paese di Cuccagna efficacemente ricostruito sia a livello scenografico sia a livello testuale attraverso una serie di riferimenti colti (tra gli altri va ricordato il Fabliones de Coquaigne) e sul filo di un equilibrio esente da facili eccessi. Di particvolare impatto e forte aderenza al registro popolare l'invenzione della figura miracolosa di S. Virginiata caratterizzata da quel tanto di licensiosità che ben si accoda alle fonti novellistiche a cui si ispira. Lo stesso vale per il felice, efficace contrasto tra marito e moglie, per la scena dell'affamato lupanare, per l'accento sulla corporeità dei lebbrosi e sugli espedienti adottati dagli "ammazzagatti". Ben risolta anche la scena del laboratorio del pittore, felici i personaggi degli "spiriti" che guidano l'azione scenica dall'esordio. Potente la ricostruzione del mercato. L' equilibrio tra le parti, la ricchezza e la complementarità dei temi, l'emblematicità di molti personaggi (tutti felicemente tratteggiati e interpretati) che riescono a condensare i vizi, le virtù, le attitudini di un medioevo cittadino che convince e avvince (belli i luoghi che si percorrono) restituendoci una forte emotività, sono i caratteri più apprezzabili della scena | L'ingresso nel "modo altro" attraverso l'apririsi di una porta - quasi porta di un ideale cinta di mura - che introduce nello spazio medievale di parte de Sopra e la felice scelta dell'accoglienza delgi ospiti con cibi, bevande e canti, aprono con forte impatto emotivo la scena, nel silenzio incantato di una campagna ove si muovono con grazia figure umane e animali. Il racconto prende a dipanarsi lungo il filo di una storia d'amore che si costruisce sui temi cari alla novellistica medievale e rinascimentale (amore contrastato poi felicemente risolto) senza l'inserimento di ulteriori temi significativi. (se si escludono i topoi del mercante ricco e avaro con moglie bella e ignorante, l'ubriaco, il mercante forestiero). Il percorso si snoda attraverso luoghi densi di suggestione ricostruiti con esperta attenzione ai particolari della vita quotidiana. Rilevanti perchè di forte impatto le scene del mercato (con l'opportuno velario), della conceria e lo spazio delle erbe con l'immancabile maga (ottima interprete) che legge il futuroin un contesto di odori e suoni flebili capaci di restituire atmosfere antiche. Ben ricostruite la bottega del vasaio, la manifattura delle funi, il banco del cambiatore. Rilevante la forte presenza di animali. Qualche minima riserva, a livello di suggerimento, di carattere ricostruttivo sull'attrezzo su cui vengono trasportati i falchi trascrivibile ai secoli XVI / XVII e sulle decorazioni delle ceramiche, piuttosto lontane dagli stilemi medievali e rinascimentali. |
PREFERENZA
SCENE: SOTTO |
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PREFERENZA
GENERALE SOTTO |
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